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Buon natale e felice 2011… cough… 2012!Di duek8computer del 24.12.2011 (13:04)

2012christmas

Ed eccoci qua, alla vigilia di Natale e agli sgoccioli di questo 2011. Innanzitutto partiamo dagli auguri:

BUON NATALE E FELICE 2012 a tutti, ai pochi (ormai) lettori e ai visitatori che hanno beccato questo articolo cercando un qualcosa che riguardasse il Natale o il 2012.

Ora, prendendo spunto da un articolo del mio amico Floo, volevo fare un piccolo resoconto di quest’anno, sia per quanto riguarda il blog, sia per quanto riguarda Me.

Partiamo del blog: proprio un anno fa (giorno più, giorno meno) mi sono trasferito su questo spazio offerto da Altervista, inizialmente come AlterBlog poi, da pochi mesi, come AlterSito. Il passaggio l’ho fatto per due principali motivi, per togliere i limiti di WordPress e per mettere la pubblicità (non che abbia guadagnato milioni, tra AV e Google AdSense avrò racimolato 15€, in un anno).

Scelta giusta o sbagliata non lo so, ma sta di fatto che a Giugno non scrivo più, se non articoli molto sporadici e brevi. Sarà stato il tempo, sarà stata la preparazione all’esame, sarà la perdita della voglia, ma tant’è che non scrivo più *come vorrei io* da Giugno. Pensavo di ritornare intorno a Novembre, dopo essermi abituato al Liceo, ma nada, la voglia non è ritornata.

Il blog rimarrà sempre aperto, ogni tanto scriverò, molto spesso invece no. Passando al lato personale questo 2011 è andato abbastanza bene.

Nuove amicizie e nella prima parte dell’anno c’è anche stato l’amore (con una che mi prendeva per i fondelli, ma meglio di niente A bocca aperta), per ora non mi potrebbe andare meglio.

Ancora Buon Natale e Buon 2012, al prossimo anno!

Morto Marco Simoncelli, RIP eroe!Di duek8computer del 23.10.2011 (15:06)

Morire a 24 anni mentre si va in moto non è una delle migliori morti. Ma se si muore in moto mentre si sta seguendo la propria passione, beh, forse diventa una delle migliori.

Ti ricorderemo così, sorridente e simpatico com’eri. RIP Marco Simoncelli, 20 gennaio 1987 – 23 ottobre 2011 Triste

Steve Jobs, 24 febbraio 1955 – 5 ottobre 2011Di duek8computer del 06.10.2011 (13:11)

RIP.Steve.Jobs

Un grande genio ma soprattutto un grande uomo. RIP, Steve Triste.

“Stay hungry, stay foolish” (“Siate affamati, siate folli”).

PdRDi duek8computer del 05.07.2011 (12:06)

Un articolo del genere non l’avrei mai voluto scrivere, ma arrivati a questo punto non si può non scriverlo. Tutto è iniziato lo scorso Gennaio con il cambio di indirizzo e di nome. Anche con il redirect (non completo ahimè: se si andava su un articolo del vecchio sito si veniva rimandati all’home page del nuovo) il numero di visitatori giornalieri era calato di un 40%.

Beh, fa niente, è normale dopo uno spostamento ed un cambio sia di nome che di indirizzo, mi sono detto. Ed ho continuato il mio lavoro: fino a fine Marzo la pubblicazione è proseguita normalmente: quando riuscivo 2 articoli al giorno, sennò almeno uno.

Ad Aprile la pubblicazione scarseggia: dai 40 articoli in media dei mesi precedenti si è scesi a 15. Perchè? Beh, tra il primo caldo, le uscite, i corsi per il patentino e lo studio per l’esame (non del patentino, l’esame di terza media) il tempo scarseggiava proprio come gli articoli. Dall’articolo giornaliero come minimo sono passato ai 3/4 articoli a settimana come minimo (e massimo).

A Maggio la situazione peggiora ancora di più: gli articoli sono sempre una 15ina, ma corti e “frettolosi”. La preparazione per l’esame inizia ad essere impegnativa e il tempo per quanto riguarda il blog arriva a 0. A Giugno basta dire solo il numero degli articoli che ho pubblicato: 3. In 30 Giorni, ovvero 1 ogni 10 giorni.

Ora sono 20 giorni che non scrivo. Le notizie ci sono, ma la voglia e il tempo – ahimè – no. Per ora è così e lo sarà per tutta l’estate, ma non posso neanche assicurare che da Settembre il tempo ritorni, anzi.

Quindi, per ora, il blog si prende una “pausa di riflessione”. Non posso mettere date perchè, come nella realtà, le pause di riflessione non hanno date, possono durare 2 giorni, 2 mesi, 2 anni o per sempre; però spero vivamente di ritornare a postare al ritorno dalle vacanze o ad inizio Settembre, ma non posso assicurare nulla.

Ringrazio tutti i lettori – sporadici e non – per avermi letto in questi mesi/anni (proprio a Giugno il blog ha festeggiato il 36° mese di vita contando anche i 30 mesi del vecchio). Dispiace anche a me prendere questa decisione, ma non ho altre soluzioni.

Grazie di tutto e… alla prossima!

PS: Proprio a causa di questa pausa ho cambiato nickname su Twitter: ora sono raggiungibile su twitter.com/Manuele_B. In caso di ripartenza il vecchio account (duek8computer [sì, ho cambiato anche al vecchio account il nickname]) verrà utilizzato solo per gli articoli e quello “nuovo” (Manuele_B) come account personale.

Wired: Riccardo Luna lascia la direzione dal 15 GiugnoDi duek8computer del 06.05.2011 (13:26)

Quest’uomo nell’immagine qui sopra è Riccardo Luna. I lettori di Wired – me compreso – sanno chi è, essendo lui il direttore sin dalla sua nascita. Wired, per chi non lo conoscesse è un mensile che parla di “Storie, idee e persone che cambiano il mondo”. In parole povere, parla delle idee di gente normalissima (anche di ragazzi, talvolta) per portare il futuro nel nostro presente.

L’argomento principale del giornale, il futuro, ruota attorno ad altri due argomenti: la tecnologia e l’ambiente, come lo dimostrano i tanti progetti a cui collabora o ha collaborato Wired, tra cui Stazione Futuro e Electric Race.

Io sono un lettore di Wired dal Marzo del 2010 e un abbonato dal Settembre scorso. Lo scoperto grazie al padre di un mio amico che era abbonato dagli inizi, ovvero dal Febbraio del 2009. Che dire, se non che è stato amore a prima vista. Il mio lato “geek” si è innamorato delle idee del giornale, ovvero del portare il futuro ora. Forse perchè lo facevo e lo faccio nel mio piccolo (famiglia, amici e scuola), ma forse anche perchè quell’aria di speranza che porta il giornale è entrata in me.

Sta di fatto che io da oltre un anno seguo Wired sperando che, nel suo piccolo, possa cambiare il futuro dell’Italia ma soprattutto il modo di vivere di ognuno di noi. Sono scioccato quando scopro che 5 anni di auto blu costano quanto la copertura di tutta, ripeto tutta, Italia con la banda larga. Non sarà la fibra ottica, ma meglio del MB/s a cui la maggior parte degli italiani si devono accontentare.

In un’Italia dove i nostri superiori non si preoccupano del nostro futuro, un giornale come Wired dà la speranza che ognuno di ogni vuole per pensare ad un futuro diverso, ad un futuro migliore. Io, ma come – credo – la maggior parte dei lettori di Wired, spero che un giorno più o meno vicino in Italia ci siano tutte o quasi le tecnologie e le idee presentate in queste due anni da Wired.

Il grande e ottimo lavoro fatto da Wired è stato possibile grazie a tutta la sua redazione, ma anche grazie al suo direttore Riccardo Luna. Lui è stato il fondatore di Wired e lo ha portato fino al suo secondo compleanno, “festeggiato” pochi mesi fa. Però notizia di stamattina è la sua scelta di lasciare la direzione di Wired dal 15 Giugno.

L’ufficialità è arrivata stamattina, ma bastava leggere attentamente il LogIn (l’editoriale scritto da lui ogni mese) di Aprile per capirlo. Infatti scrive:

Tre anni così mi hanno reso un giornalista migliore e, spero, una persona migliore. Prima o poi dovevo dirvelo: grazie.

Voci sul Web dicono che il successore di Riccardo sarà Carlo Antonelli, famoso direttore di Rolling Stone. Il motivo? Riccardo è diventato il “portabandiera” dei tanti eventi/progetti realizzati da Wired. Troppi impegni, quindi, per stare dietro a Wired.

Al di fuori dei motivi che lo hanno portato a questa decisioni, mi sento di doverlo ringraziare per tutto quello che ha fatto per noi lettori, ma anche per noi italiani, e per quello che continuerà a fare.

Grazie, Dir!

IPv4 apocalypse: mancano 8 giorni (e se ne vanno 4mln di indirizzi al giorno)Di duek8computer del 25.01.2011 (15:51)

Questo che sembra essere un normale countdown è si un countdown, ma non è un timer che allo 0 indica una festa o qualsiasi altra cosa di felice. Indica quanto manca alla fine degli indirizzi IPv4, ovvero gli indirizzi che ci permettono ogni giorno di connetterci ad Internet dal nostro PC, dal nostro smartphone, dalla nostra console e – perchè no? – anche dalla nostra TV.

Gli indirizzi, che al momento della stesura dell’articolo sono 32.700.000, possono sembrare ancora tanti. “30 milioni di indirizzi, chissà quanto ci vorrà per usarli tutti” direste voi. Beh, non sono poi così tanti quando si scopre – amaramente – che ne vengono usati 4 milioni al giorno, circa uno ogni 6 ore.

Avevo già parlato del problema nel Novembre scorso, dicendo che mancavano un centinaio di giorni all’”IPocalisse”, così come la chiama Neowin (ovviamente all’Inglese), e che fosse prefissata per il 4 Marzo di quest’anno. Sarà che i conti fatti a lunga distanza non sono accuratissimi, sarà che avranno sbagliato qualche calcolo allora, sta di fatto che fra 8 giorni gli indirizzi IPv4 finiranno.

La causa? I device che al giorno d’oggi usano Internet: PC, telefoni VoIP (Voice-on-IP), cellulari, tablet, console, TV, ora anche alcune auto e l’elenco non finisce qua. La soluzione? IPv6. Solo che il nuovo protocollo stenta a decollare.

Colpa in parte dei carrier che non dispongono delle infrastrutture compatibili con il nuovo protocollo (anche se il più delle volte è solo pigrizia), ma colpa anche dei produttori di modem, router, switch e quant’altro riguarda il networking: molte volte questi prodotti vengono venduti (ancora oggi) senza il supporto all’IPv6. Ed in caso che il supporto sia aggiungibile via software non rilasciano neanche un aggiornamento apposito, costringendo il cliente a comprare un nuovo prodotto.

La soluzione nella soluzione sono i famosi “tunnel”: i pacchetti in IPv6 arrivano in una centrale compatibile con il protocollo, la centrale incapsula i pacchetti in IPv6 dentro a dei pacchetti in IPv4 e li “spedisce” nella rete. All’utente finale questi arrivano come pacchetti in IPv4, mentre contengono in realtà pacchetti nel protocollo IPv6.

Questa soluzione, ampliamente compatibile con tutti i device che usano Internet, è dovuta fino alla fine della transizione all’IPv6, prevista nel 2015/2020.

Con questa soluzione-nella-soluzione e con gli IP riservati ai singoli ISP l’IPocalisse dovrebbe passare senza problemi per il 99% delle connessioni, quindi solo l’1% degli utenti connessi avrà dei problemi, più o meno gravi e – probabilmente – temporanei.

Quindi, – 8 giorni e 32.700.000 indirizzi all’IPocalisse.

Alla prossima!

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